29 giugno 2018-06-03T18:21:45+00:00

29 giugno

Santi Pietro e Paolo apostoli

anno B

Solennità

prima lettura 

At 12, 1-11
Dagli Atti degli Apostoli
In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai  Giudei, fece arrestare anche Pietro.
Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di  farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece.
L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».
Parola di Dio.

 

commento

★  Il re fa uccidere l’apostolo Giacomo e imprigionare Pietro, il capo supremo della comunità, e lo fa sorvegliare da una buona guardia. Il progetto di un processo, che dovrebbe terminare con la pena capitale, dev’essere rinviato a causa delle feste pasquali.
★ La comunità era impotente. Sapeva che solo Dio poteva venire in suo aiuto, egli che già un’altra volta aveva liberato l’apostolo dalle mani dei potenti.
★ Anche il re dev’essere stato al corrente della precedente liberazione e perciò vuole impedire che si ripeta predisponendo misure di sicurezza facilmente immaginabili.

seconda lettura

2 Tm 4, 6-8.17-18
Dalla seconda Lettera di san Paolo Apostolo a Timòteo
Figlio mio, io sto per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio.
 

commento

★  Paolo è quasi certo di vivere il suo ultimo processo; lo subisce tuttavia in un isolamento assoluto, e questa non è la prova meno dolorosa della sua cattività. Ma egli  rimane fedele alla sua missione anche in mezzo alla prova; questa infatti gli ha permesso di parlare ai suoi giudici pagani e di annunciare loro il Vangelo. Come si può credere che la prova sia l’insuccesso della sua missione se gli fornisce un’occasione di evangelizzare?

Vangelo

Mt 16, 13-19
†Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Parola del Signore.

commento

★ Con l’espressione la «mia Chiesa», il testo giovanneo ha «le mie pecore», Cristo indica il nuovo popolo di Dio, il nuovo Israele, che la vocazione divina ha eletto e separato dalle altre nazioni. Con l’assicurazione che «le porte degli inferi» (ebraico: sheòl) non prevarranno contro di essa, la comunità della nuova alleanza riceve la
promessa della sua invincibilità e indistruttibilità.
★«Le chiavi del regno dei cieli»: secondo la mentalità dell’Oriente antico la consegna delle chiavi equivaleva a una partecipazione al diritto, alla proprietà e alla autorità del padrone di casa. Chi possedeva le chiavi godeva della fiducia del padrone e ne rappresentava l’autorità.
★Particolarmente degno di nota è il confronto tra la Chiesa e il regno dei cieli. I due concetti sono intimamente uniti e tuttavia non si identificano. La Chiesa è una entità attuale, i cui membri vivono in questo mondo. In essa e con essa ha già inizio su questa terra il Regno dei Cieli. Ma sebbene la Chiesa sia un’entità storica, i suoi atti autoritativi «sulla terra» hanno forza e validità anche «in cielo». E siccome «legando» e «sciogliendo» ella esplica il suo servizio di rappresentanza del Cristo  invisibilmente presente e operante in lui, la sua efficacia santa e santificante supera la dimensione puramente storica e terrena.
error: Content is protected !!