10 giugno 2018-06-02T21:36:44+00:00

10 giugno

Domenica X – Tempo Ordinario

anno B

 

prima lettura 

Gn 3, 9-15
Dal libro della Gènesi
[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
Parola di Dio.

 

commento

★   La narrazione della Gènesi fa conoscere che l’uomo non è più ciò che era all’origine: il lavoro è divenuto faticoso, l’unità della coppia umana è infranta, la vita si chiude in un esiguo numero di anni, un sentimento di vergogna ci fa abbassare la testa, i rapporti fra l’uomo e Dio e fra l’uomo e la società non sono più spontanei.
Cosa è dunque accaduto? C’è stato un franamento, una caduta nel peccato e nella perdizione.
★  Dopo la disobbedienza – dopo che Adamo ebbe mangiato dell’albero – il Signore Dio chiamò l’uomo; l’appello di Dio obbliga Adamo ed Eva a prendere coscienza del loro errore gli offre la possibilità di riconoscere la propria colpa, cioè di convertirsi. Ma l’uomo e la donna schivano l’interrogatorio di Dio e si accusano a vicenda.
★ Dio maledice il serpente, umiliandolo – nel vero senso della parola humus, terra – con il costringerlo a strisciare indissolubilmente sulla terra, cioè con il destinare il demonio a un sconfitta perenne. La sconfitta e l’umiliazione più bruciante sarà quella che Satana riceverà dalla Donna per eccellenza, Maria, l’Immacolata, e dalla sua stirpe: prima, dal Figlio di Maria; poi, dal Cristo totale, la Chiesa, dai figli della Donna vestita di sole.

seconda lettura

2 Cor 4, 13 – 5, 1
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi.
Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria: noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili,
perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne. Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.
Parola di Dio.
 

commento

★ Con tutta l’anima Paolo crede all’efficacia in lui del mistero pasquale: ciò spiega il suo ardire nel parlare. Ho creduto… Con questi occhi di fede Paolo guarda anche alla realtà della morte. Il Padre Celeste ci vuol rendere conformi all’immagine del Figlio suo, ci vuol rendere lode di gloria.
★  Toccheremo la pienezza del Cristo nella morte. Allora avverrà il passaggio da questo mondo al Padre. È un’attesa meravigliosa. Dobbiamo attendere con gioia il Signore che viene: vivere del Cielo. Purtroppo abbiamo lasciato spegnere questo fuoco del bivacco, questa nostalgia del cielo, nel nostro cuore addormentato; viviamo
come se non attendessimo più nulla. Dobbiamo attizzare la fiamma di questa attesa, a qualunque costo e rinnovare in noi il desiderio, la speranza nella grande venuta di Gesù e nella trasfigurazione del mondo.

Vangelo

Mc 3, 20-35
†Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno
può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Parola del Signore.

commento

★ La vita di Gesù è un’alternanza tra attività e meditazione, silenzio, raccoglimento. Nella solitudine pregava il Padre; poi ritornava verso gli uomini.
★ I familiari di Gesù, saputo quel che accadeva, partirono da Nazareth per portarlo via perché dicevano: È fuori di sé, è pazzo. Il giudizio dei parenti è evidentemente falso; è dovuto all’incomprensione che anch’essi avevano del mistero di Gesù.
★ Gesù risponde alle accuse con la parabola dell’uomo forte. Qui è annunciata la fine di satana alla fine del mondo, la fine delle potenze ostili a Gesù. Gesù è venuto, lega Satana e poi lo saccheggia, gli porta via tutto quello che è in suo dominio; ci libera, ci riscatta. Tutti i peccati saranno perdonati, tranne uno, la bestemmia contro lo Spirito Santo. È il peccato degli scribi che vedono e calunniano con intelligenza, con consapevolezza; quindi il loro è il peccato contro la verità, contro la luce, a mente fredda.
★ Ecco mia madre e i miei fratelli: questa espressione non significa affatto da parte di Gesù, disprezzo per sua madre. Anzi, ha fatto l’elogio più bello della Madonna. Questo è il ritratto di Maria: Chi fa la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre.
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