13 maggio 2018-04-29T22:03:38+00:00

13 maggio

Ascensione del Signore

anno B

Solennità

Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali


prima lettura 

At 1, 1-11
Dagli Atti degli Apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a
Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
Parola di Dio.

 

commento

★  Nella versione degli Atti, il racconto dell’Ascensione appare come l’inaugurazione della missione della Chiesa nel mondo. I quaranta giorni fissati da Luca come durata del soggiorno sulla terra di Cristo risorto, vanno intesi come un ultimo tempo di preparazione (nella Scrittura, quaranta è infatti simbolo di un’attesa).
★ La risurrezione non costituisce il termine, ma il preambolo a una nuova tappa del regno: l’assidersi di Cristo alla destra del Padre e la missione della Chiesa. Ecco perché gli angeli invitano gli apostoli a non rimanere con gli occhi perduti fra le nuvole.
★ L’assidersi di Cristo alla destra del Padre (cf Ef 1,20; Col 3,1; At 7,56) è un’immagine: Luca non intende localizzare la presenza del Signore, ma solo far comprendere che il Risorto è fonte e origine della missione universale della Chiesa e di quanto nel mondo ha carattere universalistico. L’Ascensione è l’inizio della regalità cosmica di Cristo.
★ La nube è il segno della presenza divina, come sulla Tenda delle riunioni e nel Tempio. Non si tratta di un fenomeno meteorologico, ma di un avvenimento teologico: l’ingresso di Gesù di Nazaret nella gloria del Padre e la certezza della sua presenza al mondo.
Gesù risorto è d’ora in poi il luogo della presenza di Dio al mondo.

seconda lettura

Ef 4, 1-13
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Parola di Dio.
 

commento

★ Un cristiano deve, per vocazione e professione di fede cristiana, aver la passione dell’unità della Chiesa, per amore della verità di Dio che è il solo e vero solido  fondamento dell’unità voluta e data dallo Spirito alla Chiesa di Cristo. In questo senso Paolo parla dell’unità che dà lo Spirito. L’unità ci viene da Lui e dà ai battezzati la
forza di crescere nella Chiesa, conservandole la sua unità.
★ La via che vi conduce viene descritta da Paolo come una via accompagnata e quindi guidata, da «tutta umiltà e dolcezza». Ciò significa che non basta un po’ di umiltà esercitata occasionalmente; occorre umiltà su tutta la linea, in tutte le sue forme, in tutte le sue manifestazioni; umiltà cioè che provenga dall’atteggiamento più intimo dell’anima, dal fondo del proprio sentire. Non si è in grado di accogliere la verità di Dio che accettando la propria verità di creatura; ciò richiede rinuncia a ogni pretesa e ambizione umana. La rinuncia a se stessi permette di essere aperti verso gli altri, di accogliere Dio e i propri fratelli.
★ Intimamente unita all’umiltà si trova la dolcezza che fa rinunciare a imporsi con violenza e durezza, che non risponde colpendo quando viene colpita, che sa cedere in tutte le piccole occasioni della convivenza con gli altri uomini perché conosce cose ben più grandi che l’affermazione di sé. È importante che uffici, servizi, doni di grazia abbiano come scopo di «rendere atti i santi (i battezzati) per compiere l’opera del ministero, per edificare il Corpo di Cristo». Essere cristiani di dentro e di fuori ignifica «costruire insieme» l’unico Corpo di Cristo, collaborare alla sua crescita interna ed esterna, fino alla sua perfezione, alla piena maturità di Cristo.

Vangelo

Mc 16, 15-20
†Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche
veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Parola del Signore.

commento

★ L’impresa grandiosa di portare la luce a tutti i popoli non sarà un’opera umana. Anzitutto, i discepoli non sono lasciati a se stessi e alle loro deboli forze. Quanto misere siano le loro possibilità il Vangelo lo ha mostrato spesso là dove parla della loro «poca fede». Essi avranno un potente sostegno in lui stesso: Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo.
★ La fede resta per gli uomini sempre un dono: «Io credo! Aiuta la mia incredulità!». Mentre l’uomo nella propria incapacità prega per avere questa fede, si rende conto che ha già ricevuto la grazia come dono liberamente dato.
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