19 agosto2018-07-30T18:23:55+00:00

19 agosto

Domenica XX – Tempo Ordinario

anno B

 

prima lettura 

Pr 9, 1-6
Dal libro dei Proverbi
La Sapienza si è costruita la sua casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso il suo bestiame, ha preparato il suo vino e ha imbandito la sua tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città: «Chi è inesperto venga qui!».
A chi è privo di senno ella dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate l’inesperienza e vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza».
Parola di Dio.

 

commento

★ L’appello, qui, non è rivolto a cuori già preparati, ma a cuori che sono chiamati a prendere una decisione, che debbono operare una scelta.
★ I messaggeri e le messaggere fanno la funzione di araldi, escono dalla casa e si collocano sui punti più alti della città.
★ Il lezionario liturgico odierno mette in rapporto il brano tratto dal libro dei Proverbi con il discorso eucaristico di Gesù (Gv 6,51- 58). Dall’incontro nascono due raffronti: la Sapienza e il Logos, il banchetto della Sapienza e il banchetto eucaristico.

seconda lettura

Ef 5, 15-20
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi, facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò sconsiderati, ma sappiate comprendere qual è la volontà del Signore.
E non ubriacatevi di vino, che fa perdere il controllo di sé; siate invece ricolmi dello Spirito, intrattenendovi fra voi con salmi, inni, canti ispirati, cantando e inneggiando al Signore con il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.
Parola di Dio.
 

commento

★  Questo passo può essere considerato come la conclusione dell’insegnamento di Paolo sulla vita nuova del fedele in Cristo e, in particolare, sulla tensione tra la carne e lo spirito, tensione che ciascuno deve progressivamente far scomparire.
★ Vi si distinguono due parti: i vv. 15-17 sviluppano il tema della sapienza e invitano a non sciupare il tempo che ci è concesso; i vv. 18-20 parlano della pienezza della vita nello Spirito e della sua espressione nella liturgia.
★ La concorrenza tra l’escatologia e il tempo presente assume l’aspetto di una tensione tra lo Spirito e la carne. Non si può vivere del dinamismo escatologico se non in grazia dello Spirito, che comporta automaticamente una rottura con il mondo della carne (cfr 1Ts 4,3-8). Paolo si limita a un solo esempio: l’ubriachezza, cui oppone il clima religioso dei banchetti eucaristici cristiani e l’ebbrezza spirituale che procurano.

Vangelo

Gv 6, 51-58
†Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore.

commento

★ Gesù non spiega nulla, non ritira nulla, ma ripete e ribadisce prima sotto forma negativa e poi positiva, le parole che scandalizzano.
★ Egli parla addirittura di bere il suo sangue, cosa che in loro desta ribrezzo essendo proibito dalla legge di bere del sangue (Lv 17,10-14; cfr At 15,20). Il testo greco usa una parola che ha il valore del nostro «masticare»; non può quindi significare semplicemente accogliere nel proprio spirito il Signore. La sua carne è qualcosa che si può mangiare, il suo sangue qualcosa che si può bere.
★ Questo mangiare e bere produce una profonda comunione di vita con lui, paragonabile solo con la intimità della vita divina tra il Padre e il Figlio. Perciò questo pane è la vera manna: esso è disceso dal cielo; il gustarne conferisce la vita eterna. Il santo Curato d’Ars sottolinea che ogni Comunione accresce di un grado la luce che ci trasfigurerà. Ogni Santa Comunione non fa che mettere in noi il germe della risurrezione.
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