20 maggio 2018-04-29T21:37:27+00:00

20 maggio

Pentecoste

anno B

Solennità


prima lettura 

At 2, 1-11
Dagli Atti degli Apostoli
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si  abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati
di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretèsi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».
Parola di Dio.

 

commento

★  La Pentecoste che celebrano gli apostoli, chiude le feste pasquali, quelle feste per essi incominciate nel turbamento e nel dolore. La Pentecoste ricorda in modo particolare ai Giudei la promulgazione della Legge sul Sinai e la conclusione dell’Alleanza.
Tardive tradizioni raccontavano, infatti, che la teofania del Sinai si fosse svolta cinquanta giorni dopo il passaggio del Mar Rosso. Ora ecco che, di colpo, il vento e il fuoco sono presenti come un tempo sul Sinai (Es 19,16) quando Dio parlava con Mosè: l’attesa degli apostoli si realizza; il passato si rinnova su di un piano più profondo.
★ Lo Spirito di Dio si manifesta nel vento, poiché è un «soffio». Lui che fa’ parlare i profeti, si manifesta anche in forma di lingue; in forma di lingue ardenti, poiché già in forma di roveto ardente e di fuoco, Dio si era rivelato a Mosè e ad Abramo.

seconda lettura

Gal 5, 16-25
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.
Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni,
invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
Parola di Dio.
 

commento

★ L’esistenza cristiana è una situazione di lotta; lo Spirito è contro la carne. Il contrasto tra le opere della carne e il frutto dello Spirito è simile a quello che regna tra le tenebre e la luce, il caos e l’ordine, la confusione selvaggia e l’armoniosa unità. L’ordine creato dallo Spirito di Dio spinge Paolo a farne l’enumerazione in un ritmo ternario ben congegnato (tre gruppi di tre virtù).
★ La carità è la prima virtù nominata. Non vi è legge che possa opporsi a tale frutto dello Spirito; infatti una vita condotta nella sottomissione allo Spirito adempie la legge.
★ Sostanzialmente il cristiano ha già preso una decisione in favore dello Spirito contro la carne. Egli ha crocifisso la carne nel battesimo e appartiene a Cristo (3,27-29). Il cristiano è morto per la carne e per i suoi desideri (2,19). Egli è una «nuova creatura» in Cristo (2 Cor 5,17).

Vangelo

Gv 15, 26-27; 16, 12-15
†Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore.

commento

★ La testimonianza dello Spirito Santo e quella degli apostoli avranno lo stesso scopo: cioè attestare la verità e la gloria di Cristo. Lo Spirito renderà testimonianza segretamente nelle anime, senza rumore di parole; i discepoli renderanno testimonianza pubblicamente, mediante la predicazione. Nella testimonianza degli apostoli
risuonerà la voce dello Spirito.
★ «Molte cose ho ancora da dirvi». Gesù vede Dio (Gv 1,1.14.18) e tutto ciò che il Padre gli mostra (Gv 5,19-20); lo Spirito ascolta tutto ciò che il Figlio gli esprime di se stesso e del Padre.
★Lo Spirito Santo glorifica Gesù mostrandolo a noi, con le sue illuminazioni interiori, come la Chiesa ce lo presenta nel suo insegnamento dottrinale e con la sua liturgia, e suscitando nei nostri cuori un’eco fervente alle parole evangeliche che egli vi fa penetrare profondamente.
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