21 ottobre2018-10-04T21:24:25+00:00

21 ottobre

Domenica XXIX – Tempo Ordinario

anno B

Giornata Mondiale per le Missioni

 

prima lettura 

Is 53, 10-11
Dal libro del profeta Isaìa
Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità.
Parola di Dio.

 

commento

★ Il servizio del Servo di Dio (Gesù): a) il titolo «Servo», portato anche dal re di Israele, non si può intendere di un dominio sugli altri; b) significa adempimento della volontà divina; c) per mezzo di una vita e di un agire personalmente giusti di fronte a Dio; d) e dell’impegno per i molti fini alla dedizione.
★ L’opera del Servo di Dio, secondo Is 53,10s, è: a) esecuzione della volontà di Dio; b) nella dedizione della vita come vittima di espiazione; c) in giustificazione per i molti, cioè per tutti; d) di cui porta e ripara i peccati.

seconda lettura

Eb 4, 14-16
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede.
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
Parola di Dio.
 

commento

★ Il pontefice misericordioso: prima di entrare in cielo con la sua ascensione, Gesù è vissuto sulla terra in una maniera che gli permetteva di provare nel suo corpo e nella sua anima il duro morso della sofferenza umana (Eb 2,10-11). Fu soprattutto durante la sua passione che egli fece l’esperienza del dolore (Eb 5,7-9). Perciò egli
non è un salvatore insensibile. La sua misericordia verso quei peccatori che noi siamo ci fa comprendere meglio che cos’è per noi la misericordia di Dio (Eb 2,17-18).

Vangelo

Mc 10, 35-45
†Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia
destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.

commento

★ Il desiderio espresso dai figli di Zebedeo mostra come le vie del Signore siano imperscrutabili, come corrano in direzione opposta a qualsiasi pensiero umano. La «gloria di Gesù» ha un aspetto completamente opposto a quel che noi saremmo indotti a pensare. Le immagini del battesimo e del calice di dolore indicano la direzione.
Pensiamo al battesimo e all’eucaristia, i due segni sacramentali che ci richiamano la passione di nostro Signore.
★ Gesù non promette influenza, potere, titoli, onori e carriera, ma la compartecipazione al suo destino. Ma anche in questa prospettiva tutto rimane ancora aperto, non si possono avanzare pretese, né si può parlare di un carattere meritorio vero e proprio della sofferenza e della sequela: non si è in diritto di esigere una ricompensa neppure dopo che si è bevuto il calice e si è accettato il battesimo.
★ Solo l’amore riesce a capire una cosa del genere. L’amore infatti non esige alcuna ricompensa se non la persona amata per se stessa, il legame con essa.
★ Per il vangelo la grandezza non è il potere, ma il servizio. Il primo è servo di tutti, nello stesso modo in cui anche il Signore si è fatto esemplarmente, per noi, il Servo sofferente: servizio e rappresentanza sono qui i due enunciati decisivi.
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