23 settembre2018-08-31T18:53:35+00:00

23 settembre

Domenica XXV – Tempo Ordinario

anno B

 

prima lettura 

Sap 2, 12.17-20
Dal libro della Sapienza
[Dissero gli empi:] «Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.
Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione. Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».
Parola di Dio.

 

commento

★ Il libro della Sapienza parla dell’ostilità degli empi contro il giusto, perché la sua condotta appare loro come un rimprovero intollerabile. Quest’uomo che fugge la compagnia ed evita il modo di vivere dei malvagi ha la pretesa di essere Figlio di Dio, di aver Dio per padre.
★ Per rispondere a quelle che essi ritengono le sue inammissibili pretese, gli empi decidono di umiliarlo e torturarlo a morte. Il sedicente giusto morrà, come muoiono tutti. Quanto all’altra vita, chi ne sa niente? Se egli è veramente Figlio di Dio come pretende, Dio venga a liberarlo. La tortura farà vedere a che punto arriva la sua pazienza e rassegnazione.

seconda lettura

Gc 3, 16 – 4, 3
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei, dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto è anzitutto pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.
Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni.
Parola di Dio.
 

commento

★ La malvagità. Le contese provengono dal desiderio degli uni per i beni degli altri. Questo desiderio di possesso è orientato verso il piacere, la vita facile e larga, per cui non può essere oggetto di preghiera efficace e fiduciosa. Del resto chi pensa alla preghiera, di quelli che si danno alla ricerca troppo avida dei beni di questo mondo?
★ Invece di ricorrere alla preghiera e al lavoro, essi hanno trovato altri metodi: sul piano della vita privata o nel quadro sociale immediato, la gelosia, le discordie, l’astuzia sleale camuffata di abilità, e se occorre, l’omicidio sul piano internazionale, la guerra. Quando si tratta di arraffare, tutto sembra lecito.
★ La vera saggezza. Da una parte l’agitazione della cupidigia, dall’altra la vera saggezza. Essa è un dono di Dio: viene dall’alto. È retta e pura nelle sue intenzioni. È senza astuzia ipocrita ed è rispettosa del diritto di ciascuno. Non cerca che la pace nelle relazioni umane, e per conseguirla fa appello allo spirito di arrendevolezza, di misericordia e di conciliazione. La pace, a tutti i livelli, è dunque la sua opera di predilezione. Beati gli operatori di pace (Mt 5,9).

Vangelo

Mc 9, 30-37
†Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano
timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.

commento

★ Il Figlio dell’uomo, destinato alla morte. Gesù è di ritorno in Galilea, dopo un lungo giro fuori di questa contrada. Fu a partire dalla confessione di Pietro a Cesarea di Filippo che incominciarono le predizioni della sua passione e risurrezione (Mt 8,27-33: cfr domenica precedente), riprese dopo la trasfigurazione (Mc 9,9-13).
★ Qui abbiamo una nuova dichiarazione di Gesù su questo importante argomento. Di particolare c’è l’insistenza sul fatto che egli sarà «consegnato nelle mani degli uomini», il che è molto peggio che cadere nelle mani di Dio (2Sam 24,14; Sir 2,18), prospettiva senz’altro terribile (Eb 10,31), ma dove almeno resta un posto per
la misericordia e la pietà (Mt 18,33).
★ Il Servo e lo spirito di umiltà. L’occasione di questo insegnamento è un bambino palestinese. Egli si è intrufolato per curiosità nella casa di Cafarnao (quella di Pietro o di Matteo) dove Gesù era entrato coi suoi apostoli: infatti era ritornato «a casa». Messosi seduto e preso un bambino affettuosamente tra le braccia, ne approfittò per inculcare ai suoi il vero spirito del vangelo.
★ Gli apostoli avevano discusso per strada sul problema della precedenza, senza dubbio in occasione della recente proclamazione del primato di Pietro (Mt 16,18-19).
★ Ma ogni gerarchia è servizio. E Gesù, il Maestro incontestato, si proclama implicitamente il Servo, ciò che manifesterà più tardi col suo atteggiamento e comportamento (Gv 13,4-16), poi con le umiliazioni della sua passione (Fil 2,7-8) e con le sofferenze che erano state predette per il Servo del Signore (Is 52,13-53,12).
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