26 agosto2018-07-30T18:34:32+00:00

26 agosto

Domenica XXI – Tempo Ordinario

anno B

 

prima lettura 

Gs 24, 1-2a.15-17.18b
Dal libro di Giosuè
In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i
popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio».
Parola di Dio.

 

commento

★ Il brano liturgico, dopo aver segnalato il fatto dell’assemblea solenne, ci conserva la conclusione del discorso di Dio, trasmesso al popolo da Giosuè.
★ La risposta che si attendeva non poteva essere che una: la scelta era già stata fatta da tempo, sia da parte di Dio che di Israele.
Israele era il popolo di Dio, che da lunga data aveva accettato la sua vocazione e missione. Una ratifica solenne di questa alleanza tra Dio e Israele avrebbe segnato la fine felice dell’epopea dell’esodo.

seconda lettura

Ef 5, 21-32
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, nel timore di Cristo siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!
Parola di Dio.
 

commento

★ Tra i cristiani vi può essere una subordinazione con veri obblighi di obbedienza. Ma la sottomissione è trasfigurata dal fatto che essa esprime la nostra obbedienza a Cristo.
 Coloro che comandano eviteranno ogni spirito di arroganza.
Devono sapere che tengono il posto di un altro! (Rm 13,1). Il Salvatore fu tra i suoi apostoli come uno che serve (Lc 22,27); il suo esempio ci insegna a considerare l’esercizio dell’autorità come servizio.
★ «Saranno due in una sola carne». Questo semitismo significa che due persone umane (l’uomo e la donna) sono destinate a divenire un solo principio di vita. Nel comunicare l’esistenza, sono uniti il più profondamente possibile, anima e corpo. In questo sono uno.

Vangelo

Gv 6, 60-69
†Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Parola del Signore.

commento

★ Posti davanti alla scelta decisiva, molti discepoli preferiscono l’atteggiamento dei mormoratori dell’Èsodo, degli Israeliti che poi rinnovarono l’alleanza a Sichem (prima lettura): le mormorazioni di questi discepoli fanno eco a quelle dei peregrinanti del deserto.
★Davanti al loro stupore e al loro scandalo, Gesù non ritira una parola del suo insegnamento. Egli sa che molti dei suoi discepoli non hanno in lui una fede profondamente radicata e non si lasciano condurre dal Padre a una adesione franca e incondizionata al mistero di Gesù.
★ L’intelligenza del senso spirituale delle sue parole (è lo Spirito che vivifica) al di là dei limiti e delle ripugnanze della ragione umana lasciata a se stessa (la carne, o mentalità profana), è necessaria per comprendere il destino del Figlio dell’uomo.
★ Se egli è già disceso dal cielo (con la sua incarnazione e missione), in qualità di Figlio e di Figlio dell’uomo, deve risalirvi (con la sua ascensione) per riprendere il suo posto presso il Padre.
★ Dopo questa glorificazione suprema del Figlio dell’uomo il Padre comunicherà ai credenti lo Spirito che vivifica. Allora il mistero eucaristico sarà veramente accettato nella luce della fede (illuminata dallo Spirito della Pentecoste; Gv 16,12-15) e produrrà i suoi effetti spirituali nel comunicante, che mangiando la carne
del Cristo e bevendo il suo sangue riceverà un’abbondante comunicazione dello Spirito (1 Cor 12,13) di vita. Allora il Cristo dimorerà nel comunicante e questi nel Cristo: egli vivrà per Gesù.
★ Dopo aver parlato alla folla e ai discepoli, Gesù si rivolge ai dodici per provocare la loro reazione. Egli conosce già l’incredulità di Giuda che fa progressi nel suo cuore, ma vuole provocare la confessione di Pietro in nome del collegio apostolico.
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