27 maggio 2018-04-29T21:56:46+00:00

27 maggio

Santissima Trinità

anno B

Solennità


prima lettura 

Dt 4, 32-34.39-40
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il
Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi?
Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».
Parola di Dio.

 

commento

★  In questo passo del Deuteronòmio Mosè parla al popolo di Israele per ricordargli le sue grandezze e i suoi doveri.
★ Risalendo dal momento attuale al più lontano passato (fino alla creazione dell’uomo), Mosè celebra la Parola, la libera scelta e la potenza di Dio.
★ Se Dio ha creato il mondo per mezzo della sua parola, per mezzo della sua parola si è anche rivelato agli uomini: il Verbo è la luce degli uomini e specialmente del suo popolo.

seconda lettura

Rm 8, 14-17
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete  ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.
Parola di Dio.
 

commento

★ L’orientamento trinitario del testo è sottolineato dalla liturgia: se noi preghiamo il Padre nell’atteggiamento del Figlio, è perché lo Spirito Santo è stato comunicato al nostro spirito per renderci figli di Dio.
★ Lo Spirito conferito nel battesimo non dà una nuova servitù (Gal 5,1.13.18; 4,7) ma è un atteggiamento di libertà filiale, «uno spirito di figli adottivi», che è agli antipodi del timore servile.
★ Se noi possiamo pregare Dio come Padre nostro, è perché Cristo l’ha pregato come Padre suo. Da questo punto di vista il Pater è all’estremo opposto dei salmi: i salmi sono una preghiera fatta per gli uomini che Cristo ha ripetuto; il Pater, al contrario, è anzitutto la preghiera di Cristo che gli uomini ripetono perché Cristo ha loro meritato la grazia di adozione e ha loro inviato il suo Spirito che grida in essi: Abbà, Padre!

Vangelo

Mt 28, 16-20
† Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Parola del Signore.

commento

★ Gesù ha acquisito nell’avvenimento della risurrezione non solo un nuovo modo di essere, ma una nuova funzione e pieni poteri: ora è investito del potere divino sul mondo e ha il compito di guidare il mondo e l’umanità verso il compimento finale. Il fatto decisivo è già avvenuto con la morte, la risurrezione e l’intronizzazione
alla destra di Dio. Ora Gesù è al pari di suo Padre, il Pantocrator, il Signore universale, al quale in forza della volontà e dell’agire di Dio sono soggetti tutti i regni della creazione.
Exousìa, pieni poteri; è un concetto legale e indica a questo proposito il diritto legittimo, l’assoluta sovranità legale che domina tutto e comanda su tutto.
★ Per attuare la volontà divina di dominio nel mondo presente, il Risorto chiama dei collaboratori, che egli allo stesso tempo accoglie nella più stretta comunione di vita e di azione («i miei fratelli»). A loro trasmette i suoi poteri e la sua missione («andate»). Così nella Chiesa opera il potere del Risorto. Ma questo potere è un potere di servizio. Si limita al campo della mediazione di salvezza, alla conquista di tutte le genti perché divengano discepole di Gesù. Il «far discepoli» comprende la preparazione al battesimo nell’istruzione di fede, il battesimo del Dio trino e la guida a comprendere e seguire gli ammaestramenti di Gesù. Gesù è l’unico maestro perenne di dottrina e di vita (Mt 23,8).
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