30 settembre2018-08-31T19:29:56+00:00

30 settembre

Domenica XXVI – Tempo Ordinario

anno B

 

prima lettura 

Nm 11, 25-29
Dal libro dei Numeri
In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento.
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore
porre su di loro il suo spirito!».
Parola di Dio.

 

commento

★  Rispondendo a Mosè che si lamenta perché trova troppo gravoso il peso di quel popolo, Dio investe del suo spirito settanta anziani (cfr Lc 10,1: settanta o settantadue discepoli) perché siano i collaboratori di Mosè in un compito così pesante.
★ Eccoli dunque convocati alla tenda di riunione. Ma due uomini (Eldad e Mèdad), che fanno parte del gruppo, mancano all’appuntamento (come più tardi Tommaso al cenacolo: Gv 20,24): invece di recarsi con gli altri alla tenda, sono rimasti nel campo.

seconda lettura

Gc 5, 1-6
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage.
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.
Parola di Dio.
 

commento

★ Il caso segnalato dall’apostolo fa veramente scandalo. San Giacomo si scaglia contro alcuni cristiani che sono diventati ricchi per i gravi abusi commessi.
★ Essi hanno ritenuto per sé il salario che dovevano ai loro operai agricoli (contro le prescrizioni del Levìtico: 19,13), salario quotidiano necessario per vivere. Senza vergognarsi li hanno lasciati nella miseria, esposti alla morte. Per non parlare di altre ingiustizie di cui potrebbero essersi resi colpevoli, facendo condannare dal tribunale coloro che avevano il buon diritto da far valere contro di essi (Is 5,23; Sap 2,10-12).
★ Hanno approfittato delle circostanze per arricchirsi a spese altrui. Ma questi abusi, conosciuti dal Signore, gridano vendetta, ed è vicino il giorno in cui Dio li punirà severamente per i loro misfatti. (Il giorno della strage, Ger 12,3, è messo in relazione con la disgrazia che colpirà questi incoscienti).
★ Le ricchezze di quaggiù periscono: sono esposte ai vermi, alla putrefazione e alla ruggine. Le economie inique testimonieranno contro di loro: perché dovranno renderne conto davanti a Dio.
★ Guai a quelli che, abusando della loro condizione, hanno provocato questo scandalo intollerabile. Sì, avranno goduto i beni di quaggiù, ma saranno sorpresi dal capovolgimento della situazione nell’altro mondo (Lc 16,25).

Vangelo

Mc 9, 38-43.45.47-48
†Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me: Chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.
E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme
non muore e il fuoco non si estingue».
Parola del Signore.

commento

★La longanimità del Signore non significa che sia indifferente la presa di posizione dell’uomo di fronte al suo messaggio. Contro tale trascuratezza ci ammoniscono le suddette parole, riferite sia agli altri che ai discepoli stessi.
★ «Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono sarebbe meglio per lui che gli si mettesse una mola d’asino al collo e fosse gettato nel mare. E se la tua mano destra ti scandalizza, tagliala!». Le due espressioni hanno lo stesso significato. La presenza di Dio in ogni credente sarà fatale a colui che trascina alla caduta un «debole», cioè lo porta a separarsi dal Signore, il Mediatore della sua nuova vita. La colpa ricadrà su di lui, e perciò sarebbe meglio se fosse morto prima.
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