mad-col-bambino-bernardino-luini il vangelo è il libro di maria

Maria allora disse:
« La mia anima magnifica il Signore e il mio spirito esulta di gioia in Dio mio salvatore, perché ha posato gli occhi sulla sua umile ancella ».

La serva del Signore

Il Vangelo di Luca ci abitua a una lettura attenta dell’Antico Testamento.
La Madonna manifestò la sua disponibilità e partecipazione attiva al mistero dell’Incarnazione quando disse: «Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola» (Lc 1,38).

L’idea ritorna nel Magnificat, in un contesto in cui si parla di piano della salvezza. La Vergine, accingendosi a proclamare le «grandi cose» fatte da Dio a lei e al popolo tutto, sottolinea che il Signore «ha posato gli occhi sull’ umiltà della sua Serva» ( Lc 1,48).

«Serva» (in greco «doule» = schiava, ancella): si tratta di una colorita espressione orientale di cortesia e di modestia, di un atteggiamento di profondissima umiltà, oppure racchiude soprattutto un annuncio di rivelazione?
Se si trattasse di rivelazione, con quale criterio si potrebbe individuarlo, senza pericolo di deduzioni arbitrarie o di elaborazioni soggettive? È necessario partire dal mistero della Sacra Scrittura e dal suo insegnamento globale.

Il testo sacro, dato da Dio come sua Parola, contiene la narrazione del mistero dell’ Incarnazione e dei suoi sviluppi; ma ne è già l’interpretazione teologica.

Madre del servo del Signore

Maria «conservava con cura tutti questi ricordi e li meditava nel suo cuore» (Lc 2,19). Vivere accanto a Gesù, fino al Calvario, fu la ragione della sua esistenza.
Ma solo la luce del mistero pasquale e l’effusione dello Spirito Santo le diedero la possibilità di approfondire e di interpretare, nel modo più completo, gli avvenimenti da lei vissuti.

I testi evangelici sulla Vergine sono una testimonianza del suo atteggiamento e dei suoi sentimenti interiori, ma sono anche il modo autorevole con cui Dio manifesta cosa Maria rappresenti nel piano della salvezza e quale sia la qualità della sua partecipazione.

Luca raccoglie, e genialmente esprime, anche la «riflessione» di Maria: nel mistero dell’ Incarnazione ella intuì la sua missione: «serva del Signore» e ne fece la sostanza della sua risposta. Dio ha voluto consegnare nel Vangelo, per noi, questo titolo per orientarci a comprendere la missione della Vergine-Madre.

Il titolo di «serva del Signore» è fondamentale nel testo di Luca; è una parola-chiave per interpretare il messaggio dell’Annunciazione.

In tutto l’Antico Testamento Dio ha «chiamato e scelto» i suoi collaboratori, per metterli «a servizio» del suo disegno redentivo. Al vertice di queste sue chiamate sta l’ Ebed-Jahvè, il «Servo del Signore» che salva con la sua sofferenza, che è servizio sacrificale: Gesù.

Il Nuovo Testamento presenta l’inizio della pienezza dei tempi con «la vocazione-elezione» della Vergine di Nazaret, a cui dà il nome di «serva del Signore»: cioè persona scelta per «essere e impegnarsi al servizio» di Dio, in un’opera di salvezza.

Le corrispondenze fra i carmi dell’ Ebed-Jahvè e il racconto di Luca, sono piuttosto numerose; dunque c’è un piano prestabilito, un’intenzione teologica precisa.

La Vergine è eletta a essere madre del «Servo», che ha per nome Gesù ( = Salvatore). Madre e Figlio sono sotto il segno della passione, come profetizza Simeone (Lc 2,34-35); Simeone intesse il suo canto, con continui riferimenti ai testi di Isaia sul «Servo» del Signore. Il parallelismo fra il «Servo» e la «serva» appare evidente:

«Ecco il mio Servo (doulos) che io sostengo, il mio eletto di cui
gioisce l’anima mia; metto su di lui il mio Spirito. (Isaia 42,1)

v. 48 «Ecco la Serva (doule) del Signore»  v. 28 «gioisci, oggetto-del-favore-divino» (privilegiata, piena di grazia); v. 35 «lo Spirito Santo verrà su di te».(Lc 1)

Il Libro di Maria

La Madonna è posta nel cuore stesso della missione e nella vocazione del «Servo» del Signore, di cui è l’immagine più fedele e completa.

In questa luce va interpretato il testo evangelico di Luca. Il Vangelo presenta Maria al centro del mistero della salvezza. Maria è la «Figlia di Sion» e riunisce in sé tutto il popolo eletto.

In calce al primo capitolo del Vangelo di san Luca, Julien Green scrisse questa sua piccola meditazione:
«Quale Vangelo non si potrebbe scrivere riunendo le parole che Cristo disse ai suoi santi! Se mi toccasse di comporre un libro tale, metterei in risalto la frase rivolta a san Francesco di Sales, un giorno che l’idea della predestinazione lo faceva soffrire: “Il mio nome non è quello che condanna. Io mi chiamo Gesù”.
E quell’altra a santa Teresa, che s’affliggeva di non avere più il diritto a leggere le Sacre Scritture in lingua volgare: “Io ti farò dono di un libro vivente”.
Il Vangelo è un libro che non si chiuderà mai; è un libro che si scrive ogni giorno in cuore ai contemplativi. Il Vangelo è soprattutto il libro di Maria ».