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LE ROSE DI AMORE DEL ROSARIO

il Rosario è la più stupenda preghiera che possiamo rivolgere alla Madonna

L’umanità ha sempre istintivamente collegato la gioia alle rose.
I pagani incoronavano le loro statue di rose, quali simboli dell’offerta dei loro cuori.
I primi cristiani sostituirono alle rose le preghiere.

Ai tempi dei primi martiri, quando le giovani vergini camminavano sulla sabbia del Colosseo incontro alla morte, si vestivano con begli abiti e ornavano la loro fronte con corone di rose per andare gioiose incontro al Re dei Re, per cui morivano. I cristiani, a notte fatta,, raccoglievano quelle corone di rose e su queste pregavano recitando a ogni rosa una preghiera.

Nel lontano deserto egiziano, gli anacoreti e gli eremiti contavano anch’essi le loro preghiere sotto forma di piccoli grani riuniti a forma di corona.

Dall’uso di offrire mazzi spirituali, nacque una serie di preghiere conosciuta come “Rosario”: rosario infatti significa «corona di rose».

Sin dai primi giorni, la Chiesa chiese ai credenti di recitare i centocinquanta salmi di Davide. Questo uso è ancora in vigore fra coloro che recitano i salmi nella Liturgia delle Ore.

Ma non è facile per tutti ricordare i centocinquanta salmi. Inoltre, prima dell’invenzione della stampa, era difficile procurarsi un libro.
Ecco perché alcuni libri importanti come la Bibbia erano incatenati a guisa degli elenchi telefonici nelle stazioni ferroviarie: diversamente, le persone ne avrebbero approfittato.

Le persone che non potevano imparare i centocinquanta salmi, vollero fare qualche cosa che potesse, in qualche modo, sostituire questa pratica.
E li sostituirono con centocinquanta «Ave Maria», suddivise in quindici decine. Ogni decina doveva essere recitata meditando i diversi tratti della vita di Gesù.

Per mantenere separate le decine, ciascuna cominciò con un «Padre Nostro» e finì con un «Gloria», che è una preghiera di lode alla Trinità.

I tormentati e il Rosario

Noi spesso parliamo alle persone mentre la nostra mente pensa ad altro. Nel Rosario noi non recitiamo solo una preghiera, noi pensiamo.
Betlemme, Galilea, Nazaret, Gerusalemme, Golgota, Calvario, Monte degli Ulivi, Paradiso:  tutto ciò sfila dinanzi agli occhi della nostra mente, mentre le nostre labbra pregano.
Il Rosario sollecita le nostre dita, le nostre labbra, il nostro cuore, in una vasta sinfonia di preghiera; per questo motivo, è la più grande preghiera che sia mai stata composta dall’uomo.

Come può essere di aiuto ai tormentati, ai malati, al mondo?

Il tormento è una mancanza di armonia fra mente e corpo. I tormentati hanno invariabilmente le loro menti troppo occupate e le loro mani oziose. Nell’angoscia mentale i mille pensieri non trovano il modo di riordinarsi, né dentro, né fuori.

La concentrazione è impossibile quando la mente è inquieta; i pensieri si affastellano disordinatamente e mille immagini attraversano la mente: la pace dell’anima pare un sogno.

II Rosario è la migliore terapìa per queste anime svagate, infelici, timide e deluse, proprio perché esso implica l’impiego simultaneo dei tre poteri: il fisico, il vocale e lo spirituale.

I grani ricordano, alle dita che li toccano, che debbono essere usati per pregare. Questo è il suggerimento fisico alla preghiera.

Le labbra, muovendosi all’unisono con le dita, costituiscono il suggerimento vocale alla preghiera; la Chiesa è saggia psicologa insistendo perché le labbra si muovano mentre si recita il Rosario. Sa che il ritmo esterno creato dal corpo può creare un ritmo nell’anima.

Se le dita e le labbra insistono, lo spirito seguirà tosto e la preghiera potrà terminare nel cuore.

I grani aiutano la mente a concentrarsi. Essi sono come l’avviamento per il motore; dopo alcune scosse, l’anima comincia a mettersi in moto. II ritmo e la dolce monotonia inducono alla pace, alla quiete fisica e creano un’effettiva fissità in Dio.

Labbra e cervello, se gliene diamo l’ opportunità, lavorano insieme. Per le persone spiritualmente allenate, l’ anima guida il corpo; ma nella maggioranza delle persone, il corpo guida l’anima.

Poco a poco i tormentati, dicendo il Rosario, vedono che le loro preoccupazioni nascevano dal loro “amor proprio”. Nessun essere normale, che sia stato fedele al Rosario, viene ancora assalito dalle preoccupazioni.

 

I malati e il mondo

II Rosario è una preghiera particolarmente adatta ai malati.

Quando la febbre sale e il corpo soffre, non si può leggere; si sopporta appena il sentir parlare; eppure vi sono tante cose che il cuore vorrebbe dire. Gli occhi d’una persona sana si fissano al suolo; quando, malata, giace supina, gli occhi guardano il cielo. Forse sarebbe meglio dire che il cielo guarda giù.

Nei momenti nei quali la febbre, la sofferenza, l’agonia rendono difficile il pregare, noi siamo fortemente sollecitati a stringere tra le mani un rosario, indice di preghiera o, meglio ancora, accarezziamo il Crocifisso che vi pende.

Quando le preghiere si sanno a memoria, il cuore può lasciarle fluire e lasciarle divenire il tema della meditazione; si realizza così l’ingiunzione della Scrittura di «pregare sempre».

I misteri preferiti saranno allora quelli dolorosi, perché meditando le sofferenze di Gesù, i malati sono portati a unire le loro sofferenze alle sue. Prendendo parte alla sua Croce, possono partecipare alla sua Risurrezione.

C’è una crociata mondiale del Rosario per questo povero mondo dilaniato. Gli uomini hanno fallito; mai vi furono come oggi tanti piccoli uomini in posizioni così importanti. Le istituzioni politiche hanno fallito, giacché nessuna riconosce alla Legge di Dio una fonte di autorità estrinseca.

Ma vi è pur sempre Dio. La pace verrà soltanto quando i cuori degli uomini saranno cambiati. Per ottenere questo occorre pregare, e non soltanto per noi stessi, ma per il mondo. Il mondo significa «tutti»: i nostri nemici, i nostri vicini di casa…

Ecco un suggerimento per recitare un rosario per il Mondo Missionario.

Ognuna delle cinque decine è di colore diverso: rappresentano i cinque continenti dal punto di vista missionario.

Una decina è verde per l’Africa, per ricordare le sue verdi foreste e perché il verde è il colore dei Maomettani per i quali dobbiamo pregare.

La seconda decina è rossa per il continente Americano che fu fondato dall’Uomo Rosso, cioè dal Pellerossa.

La terza decina è bianca per il continente Europeo, perché il suo padre spirituale è il Bianco Pastore della Chiesa, cioè il Papa.

La, quarta decina è azzurra per il continente Australiano, per l’Oceania e le altre isole, nelle azzurre acque del Pacifico.

La quinta è gialla per il continente Asiatico, terra del Sol Levante, culla della civiltà.

Quando il rosario è finito si è circumnavigato il globo, abbracciando tutti i continenti e tutto il mondo con la preghiera.
Il nostro rosario ha un triplice vantaggio:
1 ) ogni colore ricorda la parte del mondo per la quale si offre la decina;
2) risponde alle richieste della Madonna di Fatima di pregare per la pace del mondo;
3) aiuta il Santo Padre e aiuta con la preghiera materialmente e spiritualmente i seicento territori missionari del mondo.

Il cuore in paradiso

Il mondo cambierà quando noi cambieremo. Ma noi non possiamo cambiare senza preghiera, e il potere del Rosario è impareggiabile.

Un ebreo durante la guerra mondiale era nascosto nella buca di una bomba con altri quattro soldati austriaci. Schegge scoppiavano da tutte le parti. Improvvisamente una bomba uccise i suoi quattro compagni. Egli prese il rosario di uno di questi e cominciò a recitarlo. Lo sapeva a memoria avendolo sentito tante volte recitare da loro.

Alla fine della prima decina ebbe la sensazione di dover lasciare la sua buca. Si trascinò tra il fango e il sudiciume e si gettò in un’altra buca. In quel momento una granata colpì la prima buca nella quale si era rifugiato.

Alla fine di ciascuna delle altre quattro decine ebbe il presentimento di cambiare buca e lo fece; quattro nuove esplosioni si verificarono nelle buche da lui lasciate.

La sua vita fu salva. Egli promise di dedicarla a Gesù e alla sua Santa Madre.

Dopo la guerra nuove sofferenze: la sua famiglia era stata cremata da Hitler. Mantenne la promessa.

Occorre santificare col Rosario tutti i momenti vuoti della nostra vita.