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MADRE DELLA GRAZIA

La Vergine Maria fu concepita, in previsione dei meriti di Cristo, senza la macchia del peccato originale, che, nella razza di Adamo, è legata a ogni nascita. Nella Vergine e soltanto nella Vergine, risorge il primitivo stato della creatura, la condizione umana così come doveva essere prima del peccato. La Vergine è veramente la prima Eva, la nuova Eva, l’Eva rinovellata e riscattata. Il fosco e pesante velo che grava sull’esistenza umana, per il fatto stesso della nascita e delle origini, in lei si lacera e si squarcia; attraverso quello squarcio appare lo splendore di un’altra luce. Il « peccato originale » è come sottomesso, sorpassato, vinto; non intacca colei che è veramente Madre nostra secondo la grazia. Non bisogna mai pensare all’inferno senza pensare anche al Calvario redentore; non si dovrebbe mai pensare al « peccato originale » senza pensare all’Immacolata Concezione.

Il frutto non distrugge il fiore ma lo integra; lo supera e lo restaura; lo sostituisce e lo sublima. Gli organi che si trovavano nel fiore prendono nel frutto una più alta e necessaria destinazione. La risurrezione della carne vuol dire: « Niente di ciò che è in noi, niente di ciò che ci appartiene nell’ordine della carne, nell’ordine di questo corpo corruttibile, di questo volto, di queste mani che altri hanno tanto amato, nell’ordine dei nostri ricordi storici, nell’ordine del nostro carattere, dei nostri gusti, delle nostre particolarità, della nostra missione — niente di tutto questo scomparirà e si annienterà. Tutto (e non solo l’anima, lo spirito, il proprio « io ») sarà ripreso e riedificato, « non svestito, ma supervestito », secondo un’inimmaginabile maniera di esistenza ».
Non sarà eternizzata soltanto l’anima, ma anche il corpo, cioè l’involucro dell’anima. Tutte queste idee sono espresse dalla semplice parola « Assunzione ».
La Vergine e l’immagine non solo del Paradiso terrestre (cioè dell’alfa) ma anche del Paradiso celeste (cioè dell’omega). La sua « Assunzione » è il tipo dell’ultima trasformazione o trasmutazione di ogni creatura (di cui le apparizioni del Cristo risorto avevano offerto una specie di esperienza) in cui lo Spirito (pneuma) verrà a sostituirsi all’anima (psiche) come elemento animatore e informatore della carne e della materia. San Paolo diceva: « Si mette sottoterra, come fa il seminatore, un corpo che era stato informato dall’anima; ed ecco che sorge e risuscita un corpo animato dallo Spirito. In questo momento portiamo l’immagine dell’uomo terrestre; allora porteremo l’immagine dell’uomo celeste».

La legge delle esistenze temporali è la legge dell’evoluzione nel senso che i semi diventano fiori e frutti. I bambini diventano uomini e vecchi; la materia primitiva delle nebulose a spirale si concretizza in stelle, talvolta in pianeti; su quei pianeti, dotati di atmosfera, i primi viventi appena diversi tra loro all’inizio, si distinguono in specie sempre più organizzate; i « clan » primitivi diventano tribù, poi popoli, poi imperi; la Chiesa, dapprima compendiata in Abramo, e poi nella razza di Israele, dopo Cristo si diffonde tra tutte le nazioni. In questo mondo storico tutto passa da uno stato primordiale di involgimento a uno stato di dispiegamento, attraverso un continuo sviluppo. Ecco la legge dell’evoluzione.
Esiste una legge inversa, che Nicodemo nel Vangelo di san Giovanni enuncia con un certo scetticismo davanti a Gesù; secondo questa legge, mediante un brusco capovolgimento del tempo, i vecchi ridiventano bambini e rientrano nel seno delle loro madri. I frutti ritornerebbero fiori e i fiori semi, come nelle pellicole cinematografiche proiettate a rovescio. I pianeti rientrerebbero nelle stelle e le stelle nelle spirali originali. La storia si ricapitolerebbe nelle sue origini. Questo ritorno alle origini è involuzione.
Ci sono dei settori in cui l’involuzione viene realizzata. Per esempio, nella vita interiore, particolarmente nella pietà mariana. « Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli ». Spesso i mistici hanno espresso lo stesso pensiero ponendo al vertice della vita spirituale uno stato di semplicità, d’infanzia, di innocenza acquisita.
« Se non diventerete simili a bambini, nati dalla maternità mariana e avvolti nella sua sfera, non entrerete nel Regno dei Cieli». La devozione mariana fa sì che l’anima, percorrendo quasi a ritroso le fasi del tempo, « rientri nel seno di sua madre ». La pietà mariana obbedisce a una specie di legge di semplificazione; le divergenze vengono riassorbite (contrariamente alla crescita normale che invece accresce le dissomiglianze).
La Vergine, Madre di Cristo, ha permesso alla natura umana del Signore di evolversi dalla concezione fino alla nascita, e poi, dopo la nascita, con le cure dell’educazione, fino all’età perfetta.
La Vergine, Madre delle anime che le sono state affidate da Cristo, le aiuta a prepararsi alla vita divina, a diventare ciò che sono: figli e figlie di Dio. Maria le chiama a sé, le avvolge, le ringiovanisce, le porta in qualche modo nel suo seno fino al momento della morte che sarà quello della loro vera e definitiva nascita.
La Vergine, sotto l’azione dello Spirito, per una misteriosa evoluzione ha tratto, per così dire, il Verbo dall’eternità per affidarlo al tempo; con una mistica involuzione raccoglie noi, i dispersi, ci purifica dalla corruzione e ci dona un ringiovanimento, un’infanzia, una povertà di spirito, e ci tira lentamente fuori del tempo per generarci all’eternità.

« Adesso e nell’ora della nostra morte », noi le diciamo nell’Ave Maria. Il passaggio dal tempo all’eternità comporta due punti privilegiati: L’adesso, che è il luogo della libertà, e l’ora della morte, che è l’ultimo istante in cui l’atto di libertà è possibile.
La Vergine ha un rapporto con l’ora della morte, non soltanto perché quest’ora è la più angosciosa di ogni altra, ma anche perché la morte è l’ora della nascita eterna.
Ogni epoca è in un certo senso l’ultima; ogni epoca offre dei segni premonitori di « quel giorno e di quell’ora » che sono nascosti a tutti gli uomini. La Vergine Maria è stata preordinata per aiutare, in ognuno di noi e nell’umanità intera, il periodo dell’ultima metamorfosi, quella in cui tutto ciò che esiste (anche l’elemento materiale e carnale) sarà trasformato e sublimato. San Paolo dice: « Ciò che è mortale sarà assorbito dalla vita ».

La Chiesa è quella colata che comincia da Abramo, che trova la sua forma piena nel Cristo, che continua nell’episcopato unito a Pietro, sino alla fine dei tempi. La Vergine, nella cerniera dei tempi, rappresenta tutto questo passato ebraico preparatorio nella sua più alta purezza. Dopo la Pentecoste protegge e avvolge l’apostolato gerarchico, perché aveva ricevuto presso la Croce la missione di essere madre della Chiesa, in Giovanni, l’apostolo privilegiato.