la nostra storia 2017-09-14T13:49:26+00:00
don Carlo DeAmbrogio sul loggione di san Giovanni in Laterano
– maggio 1978 –

don Carlo De Ambrogio parla della nascita del Movimento G.A.M. ai sacerdoti della diocesi di Messina …

— giugno 1977 —

( trascrizione dell’audio )

… «I

      giovani possono venire a rifornirsi di Parola di Dio, di preghiera, caricarsi spiritualmente e poi fare la loro propria attività.
Intanto si constata questo: che la gioventù è apertissima alla Parola di Dio, la sente, la sente in una maniera forte, perché si accorge che in mezzo all’inflazione di parole, quella è l’unica Parola che gli riempie il cuore di gioia, che gli dà un senso, un significato alla vita!
La domanda fondamentale dei giovani è: «Che senso ha la mia vita?» è l’unica. E allora come possiamo dargliela?

Si è cominciato cosi: questo Movimento Gioventù Ardente Mariana è sorto il 24 Maggio 1975, dunque praticamente ha due anni e un mese di vita, è sorto la notte.
Si è mandato prima una specie di invito, così, ai giovani in varie parti, se volevano partecipare a una veglia notturna impostata essenzialmente sul Rosario tipo nuovo, perché era convinzione comune che i giovani rifiutavano il Rosario. Proviamo a vedere se sulla recita, la preghiera del Rosario di tipo nuovo, dominante la Parola di Dio e resa facile attraverso il canto… al giovane piace molto la musica, anzi esprime tutto ciò che prova attraverso la musica, la musica gli solleva uno stato d’animo, quindi è fondamentale… però si osservava questo: che la gioventù intende essere protagonista e non semplicemente essere spettatrice… protagonista!

Anche nella festa liturgica vuole essere coinvolta, ognuno vuole svolgere una parte, ecco la grande richiesta della gioventù: ognuno vuole essere responsabilizzato. Poi sentire questo collegamento con tutti.
Allora proviamo: abbiamo mandato un invito esteso a poche persone, invece, quella notte, è arrivata una valanga di gioventù. Come mai?!
Poi notate che l’abbiamo fatto all’aperto, era freddo, un freddo quasi polare, pioveva… la gioventù ferma, lì sotto, sotto la pioggia battente, ha cominciato alle undici di notte.

Sul palco c’era una bellissima statua dell’Immacolata illuminata dai riflettori, un bianco neve, un bianco lattiginoso, una cosa incantevole! Sotto quella pioggia! C’era l’orchestra dei giovani: l’han combinata loro, anche i canti del Rosario, avevano imbastito loro, una forma che piaceva a loro. Vedere tutta quella gioventù stare lì sotto la pioggia, al freddo… Solo che alle tre di notte avevamo finito il Rosario completo, tutte le centocinquanta Ave Maria con la meditazione dei Misteri. Dopo ogni Ave Maria, la prima volta, avevamo fatto così: mezza Ave Maria, poi i canti e un canto che variava per ogni decina.

Alle tre di notte la pioggia infuriava, abbiamo pensato di andare nel teatro che ne tiene circa quattromila e più: non ci stavano!!
Abbiamo notato questo fatto stranissimo che tutta quella massa di gioventù era bagnata, entrata in teatro, neanche un minimo colpo di tosse, niente! E lì, in teatro, fino alle sette del mattino è dilagato ancora l’entusiasmo. Abbiamo fatto – e anche iniziavamo per la prima volta – il Rito della Penitenza comunitaria in una maniera nuova, cioè, basandoci sulle prescrizioni, ma rendendolo bello, utile, gioioso per la gioventù. Non tralasciando l’esame di coscienza, ma poi tante cose son venute fuori man mano.

E’ stato il primo Cenacolo. E poi la Messa. Alla fine sono usciti freschi. Che cosa era successo? Non sappiamo, tutti erano trasfigurati! Una mamma trova il suo ragazzo di diciassette anni – ero presente anch’io – quando gli ha detto: «Ma come sei bello! Cosa ti è successo questa notte?!» Lo accarezzava… Una ragazza di diciotto anni dice: «Esattamente un anno fa avevo deciso di togliermi la vita. Avevo tentato, sono stata salvata nella camera di rianimazione. Oggi sarei disposta a dare la mia vita per il Signore, sono cambiata completamente».

La Confessione è stata una folgorazione! Allora ho capito subito la riscoperta della Confessione, ho capito la riscoperta della Parola di Dio, ho capito che c’era qualche cosa che fermentava nella gioventù, un delirio. Questo è stato al primo Cenacolo: tutta una notte. Poi il secondo, l’hanno chiesto un gruppo di giovani che era venuto dal Veneto e li aveva talmente colpiti quella notte che hanno chiesto di fare un Cenacolo simile, ma di giorno, a Vicenza a Monte Berico, era l’undici Giugno, allora l’abbiamo fatto come “Pentecoste dei giovani”, mettendo l’accento sullo Spirito Santo e abbiamo ritoccato ancora quel tipo di Cenacolo come avevamo fatto.

Iniziamo con il Rosario e poi abbiamo introdotto la Parola di Dio un libro della Sacra Scrittura ecc. alternato dal canto, dal commento, poi il rito della Confessione, la Messa, ma si andavano sempre aggiustando le cose, però anche lì abbiamo notato una sorpresa, la risposta della gioventù: era fitta, fitta, fitta! … Il Santuario di Monte Berico pieno. Ma ancora i Cenacoli erano all’inizio.

Poi in luglio abbiamo fatto in una cittadina di montagna, località climatica, ad Asiago il 24 luglio e abbiamo pensato di dare alto rilievo all’Eucaristia: che fosse un Cenacolo eucaristico. L’abbiamo imbastito e intanto venivano fuori altri canti che i giovani componevano con una facilità! Ma ho notato anche questo, che la gioventù ama comporre canti brevi e parole bibliche, è proprio questo che gli interessa: breve il canto, perché vuole impararlo subito e che tutti partecipino… e vuole ripeterlo! E poi parola biblica, perché questa ha incidenza forte nell’anima.

Il ventiquattro agosto l’abbiamo fatto come “Festa del Padre che è nei Cieli”: senza saperlo si faceva questa trafila: la Madonna il 24 maggio, lo Spirito Santo l‘11 giugno, il 24 luglio l’Eucaristia e il 24 Agosto a Conegliano Veneto, in una Chiesa gremita all’inverosimile, fuori pioveva, ma pioveva forte… cinque ore è durato, al Padre che è nei Cieli, al Padre Celeste. E’ stato bellissimo! Il gruppo dei giovani di Torino ha interpretato splendidamente le Parabole di Gesù, soprattutto il Figlio prodigo e l’ha immesso nel Rito della Penitenza comunitaria. E’ venuta una cosa indimenticabile! Da lì si sono avviati tanti….

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